“Mi chiesero come mai nonostante il tempo, le generazioni e le ere passate, la nostra ira e la nostra vendetta non si plachi, come mai non vi è un velo di polvere sulle lame per i nostri carcerieri e perché la nostra memoria di tali eventi sia così vivida da poter parlare del sangue versato per ogni esperimento e del dolore provato in ogni istante e la verità è che non c’è modo che un Elfo del Crisma dimentichi. Mai. La voce dei nostri antenati, dei Ryld, degli schiavi e delle anime arcane che possedevamo ancora riverbera lungo la Ragnatela, lungo il filo che unisce tutte le nostri menti. Qualcuno è fortunato e riesce a farla tacere, poi c’è che chi, come me, la sente forte come se fosse sempre al mio fianco…”

 

Khuren, Lama dell’Imperatrice Immortale.

 

Folli ed instabili, un pericolo per gli altri e un abominio sfortunato per cui provare al massimo pena, i Cremisi sono la dimostrazione dell’enorme potere che la natura stessa degli Elfi racchiude, ma anche di quanto in basso possano arrivare.

Per tale motivo  fin dalla loro comparsa, le altre Stirpi hanno mal accettato la loro presenza, facendo crescere così una bruciante invidia e gelosia nei loro confronti. Quando fu evidente che la loro pazzia e i loro poteri fossero capaci di enormi danni, anche le altre razze di Rhea iniziarono a emarginarli per paura.

I loro antenati erano Elfi, nobili o meno, finiti prigionieri, catturati dagli Oscuri durante la Guerra dello Scisma e sottoposti a tali torture che l’eco delle loro urla ancora riecheggia nella mente dei discendenti.


Furono vittima di ogni possibile sevizia fisica e mentale e di ogni dolore mai concepito su Rhea, per anni e anni fino a farli precipitare nel baratro della follia. Fu allora che l’atto più crudele e malvagio prese forma: con rituali antichi e proibiti, gli Oscuri furono in grado di pervertire le anime stesse, mutando chi sopravviveva nel corpo e annientandone la mente fino a creare ciò che allora chiamarono Ryld (schiavo).

Usati come carne da macello nella guerra contro Noah, in ere passate, i primi esperimenti erano poco più che dei bambini terrorizzati nel corpo di un Elfo, totalmente succubi dei loro padroni, che servivano spinti dalla più profonda e malata paura. A mano a mano che le Arti degli Oscuri si perfezionavano, tuttavia, i successivi prototipi furono sempre più completi, sempre più potenti, anche in un modo che nel mondo non si era mai visto prima di quel momento: l’anima semidivina degli Elfi, unita alla profonda depravazione delle loro menti, generava una magia particolarmente potente, una magia che non utilizzava formule né era affetta dai normali limiti che influenzavano quella arcana, naturale o divina. Gli Elfi Cremisi furono i primi a sviluppare Poteri Psionici: un’arma devastante che flagellò i nemici dei loro creatori per molti anni.

Col crescere del potere e delle generazioni, i figli diventarono sempre meno succubi del terrore che aveva attanagliato i loro antenati e sempre più consapevoli delle proprie abilità e del proprio ruolo nel mondo. Gli Oscuri capirono, allora, che erano diventati un pericolo e decisero di eliminarli, ma quando nella “Notte Cremisi” i sicari e le sacerdotesse attaccarono i quartieri dove vivevano gli  Ryld con l’intenzione di prenderli nel sonno ed estinguerne la genia, non fu facile come credevano.

In molti morirono, ma altrettanti riuscirono a sfruttare la situazione per fuggire.
Per la prima volta liberi, si dispersero nel mondo inconsapevoli della diversità che era insita nella loro esistenza. Quando, infatti, tentarono di riunirsi al popolo degli Elfi di cui sapevano essere discendenti, scoprirono presto che ciò non era possibile: da un Elfo di qualunque etnia e da un Cremisi nascevano solo altri Cremisi e la mutazione e le alienazioni che essa comportava non si disperdevano con le generazioni e neppure con l’ausilio dei più potenti incantesimi. Spaventati dalla corruzione che essi portavano, rapidamente le altre etnie elfiche li ostracizzarono, eliminando qualunque possibilità di una integrazione.

Tutto ciò ha portato ad una forte lealtà razziale tra i Cremisi, tale che il pensiero del tradirsi tra di loro è inconcepibile, anche in assenza di legami precedenti. Solo casi eccezionali, come alienazioni mentali dissociative, o azioni particolarmente estreme possono sovrastare questo istinto.


Questa loro lealtà è diventata famosa, almeno quanto il loro rancore e desiderio di vendetta.

Non si tratta solo di fattori culturali, ma di sentimenti innati: infatti anche molti di quei Cremisi cresciuti tra umani o comunque non tra membri della propria razza, si trovano ugualmente a provare un odio, o talvolta rabbia o paura, profondo e istintivo verso gli Oscuri e ciò dovuto  ad un legame più forte con la Ragnatela.

Taluni a malapena la percepiscono o in maniera talmente sporadica, soprattutto nei sogni, da neppure rendersene conto, ma per molti altri le voci antiche dei Ryld che scorrono sui Fili della Ragnatela sono una presenza constante che ricorda loro continuamente ciò che avvenne.

Per pochissimi di loro non si tratta solo di urla di dolore, ma di ricordi veri e propri talmente vividi e precisi da risultare impossibili da dividere dai propri.


Chi di loro, per via di tali memorie o soltanto per scelta, è più legato al passato, preferisce il nome di Elfi del Crisma e spesso si tatutano con simboli simili a quelli che gli Oscuri usavano marchiare a fuoco su Ryld ai tempi della schiavitù per ricordare a loro stessi la loro storia e la loro provenienza

 

La paura delle altre razze non è, però, totalmente infondata: oltre alla potente psionia di cui la maggior parte di loro è capace, le antiche torture degli Oscuri hanno lasciato un segno indelebile nell’anima dei Cremisi nella una forma di follia che, diversa nelle sue forme, tocca la mente di ognuno di loro. Non vi è cura per le alienazioni mentali che li affliggono e sebbene in alcuni di loro siano meno evidenti e più facili da nascondere come strane fobie, ossessioni e comportamenti stravaganti, nella maggior parte dei casi risultano  ben più gravi e soprattutto spesso crudeli nei loro effetti. Allucinazioni, voci e attacchi d’ira o di panico sono tra le più comuni, ma desideri malsani, sadici e violenti non sono una rarità.

Sebbene i Cremisi vengano così allontanati dalla grande maggioranza della società, è raro che si sentano soli o che passino la loro vita in solitudine sia grazie all’innata predisposizione di legarsi alla Ragnatela, ma anche al fatto che, nonostante le loro stranezze e aberrazioni, la loro natura è pur sempre elfica e come molti sono ossessionati da bestie particolarmente pericolose, altrettanti finiscono per essere affascinati dalla loro instabilità e pazzia.  

 

Ere Precedenti

Nelle ere precedenti a quella delle Meraviglie gli Elfi Cremisi hanno vissuto una diaspora continua fin dalla loro creazione avvenuta durante l’Era dell’Argento. Non si registrano avvenimenti particolari, se non la già descritta “Notte Cremisi” dove il popolo, minacciato di essere distrutto dai creatori, gli Oscuri, riuscì grazie ai grandi poteri a disposizione  a fuggire e a disperdersi in tutta Rhea. Non sono noti, o sono passati inosservati, Elfi Cremisi degni di nota, e forse non a caso…

Era delle Meraviglie

Le scuse degli Oscuri e la loro offerta di terre sono stati accolti in maniera molto diversa all’interno della comunità Cremisi: in molti credono sia un convoluto inganno pensato per schiavizzarli di nuovo; altri, più consapevoli degli evidenti cambiamenti della società degli Oscuri, iniziano a sperare che questi territori possano effettivamente diventare una patria per loro. I primi villaggi dei Cremisi si sono già stabiliti e per ora la situazione con gli elfi del sottosuolo pare tesa, ma stabile

 

La Ragnatela

Un sussurro che non esiste all’orecchio, una voce distante nella propria mente e una presenza lontana eppure al proprio fianco, la Ragnatela è un legame ancora incompreso che sembra collegare le menti di molti psionici. Sebbene non  tutti i Cremisi siano connessi alla Ragnatela, la quasi totalità ha sperimentato almeno una volta la sensazione di essere unito agli altri o ha udito le urla dei loro antenati. Chi è addestrato all’Arte psionica tende a percepire con maggior frequenza tali emozioni e sentimenti, alcuni al punto da far propri ricordi provenienti da Ere passate. La loro teoria vuole che siano state le menti confuse e alla ricerca di conforto degli elfi schiavi da cui discendono a creare, più o meno volontariamente, la Ragnatela e che quindi le sensazioni di paura, terrore o semplice dolore siano le memorie di quei momenti che ancora ne percorrono i Fili.
Tra chi invece ha studiato la psionia presso le Accademie della Catarsi sono rari i casi di connessione alla Ragnatela e in molti sono dubbiosi sulla veridicità di quanto affermano i Cremisi.

 

Insediamenti

Non hanno terre da dirsi loro e quei piccoli villaggi costruiti da comunità di Cremisi hanno sempre una vita dura, osteggiata dalle genti vicine, e di breve durata. Molti vivono in piccoli gruppi nelle città più grandi o in luoghi  difficili da raggiungere, mentre altri preferiscono non  non stabilirsi o farlo in maniera temporanea, soprattutto coloro la cui alineazione mentale sia particolarmente problematica o vistosa.

 

Saluti
I Cremisi non hanno molte tradizioni comuni; una delle più diffuse è una particolare forma di saluto destinata a una persona cara che non si vede da tempo. Consiste nell’appoggiare la fronte l’uno contro l’altro con una mano tra la tempia e l’orecchio e due frasi rituali: “Mai saremo soli sulla Ragnatela.” a cui l’altro risponde: “Perché la nostra voce sarà sempre viva e unita.” L’uso di questo saluto con un non Cremisi è un grande onore e significa essere, in pratica, considerati un fratello.

 

Cremisi

Vennero chiamati così per il loro vistoso colore di capelli: infatti nella maggior parte dei casi sono delle tonalità di rosso, dalle più vivide e sanguigne alle più scure, sebbene la loro chioma possa essere in rari casi anche bionda. Il cremisi, però, pare perseguitarli ed essere sempre presente sulla loro persona: anche gli occhi, sebbene più spesso siano chiari, possono essere rossi, così come le unghie, spesso indice di aberrazioni mentali particolarmente notabili e poteri incontrollabili.

 

Vita Media

Escludendo il fatto che raramente i Cremisi vedono la vecchiaia o muoiono di morte naturale, la lunghezza della loro vita è alquanto varia: alcuni vivono a lungo, anche più degli Elfi Alti e altri invecchiano veloci quasi quanto gli umani. Questa caratteristica viene condivisa anche dai Mezz’elfi con il loro sangue, anche se vi è più di un racconto di come un figlio con sangue umano sia vissuto più a lungo del suo genitore Cremisi.