Elfi della madre, elfi selvaggi, semplicemente selvaggi, costituiscono a oggi uno dei rami più straordinariamente sviluppati e segreti dell’etnia elfica. Nel corso delle ere la loro cultura è aumentata, le loro abitudini mutate più volte senza che nessuno nemmeno se ne accorgesse. Eppure c’è molto di più in questi individui rispetto a ciò che crede chi non li conosce, una storia iniziata all’alba dei tempi quando tutti gli elfi appartenevano ancora ad un solo popolo. Allora furono chiamati codardi, disertori, furono maledetti dalla loro stessa stirpe per aver desiderato non combattere una guerra spietata considerata ingiusta da alcuni, orribile da altri.

Mentre la prima guerra degli elfi (§ la guerra dello scisma) si consumava, questo gruppo di individui iniziava solo i primi passi del lungo cammino di adattamento che la madre esige da tutti i suoi protetti.

Era dopo era la distanza con ogni elemento della foresta e del mondo si riduceva, spazzando via retaggi antichi per fare spazio ad uno stile di vita più naturale. Barbe incolte, capelli ispidi, fisici possenti, acume sviluppato, tutti doni della Madre che i Selvaggi seppero ben presto cogliere.

Come per ogni cosa che vive su Rhea, però, il cambiamento esigeva un prezzo per ripristinare l’equilibrio. Gli Elfi della Madre si accorsero di essere cambiati, di aver perso quella grazia elfica dono dei loro parenti più stretti, sia nel fisico che nella mente. Chi sognava un ritorno, un giorno, si rese presto conto che non vi era più nulla a cui tornare.

Nonostante quello che le genti di Rhea pensano dei Selvaggi, la loro cultura è del tutto sviluppata e a suo modo raffinata, anche dovendo convivere con la costante  compresenza di seguaci del volto più violento della Grande Madre con quello benevolo e amorevole.

Grandi sciamani, guaritori sconosciuti dalle capacità mai viste prima, guerrieri ferali, artigiani del legno e della pietra, saggi e cacciatori si mescolano in un unico crogiolo che, nel suo costante caos, riesce ad equilibrarsi esattamente come la madre desidera.

Nonostante le descrizioni attorno al fuoco, i selvaggi non hanno regole sulle vesti apprezzandone la praticità, con un particolare gusto per le piume, più rare sono meglio è. Il loro amore per i tatuaggi è secondo solo al terrore che i guerrieri e gli sciamani più devoti incutono sfoggiando con orgoglio le loro mutilazioni rituali di braccia, gambe o altri parti sacrificate alle Madre.

I selvaggi per loro natura sono poligami, ma sono le donne a guidare la società potendo scegliere di avere liberamente più compagni comunemente solo allo scopo di procreare e quasi mai per semplice divertimento.

Molti si stupiscono della mancanza di rivalità fra i due sessi tra i Selvaggi, sia nella vita sociale che in quella politica, uno dei motivi principali di stabilità di questo popolo.

 


 

Era Degli Eroi [La quarta Era]

L’Era dei grandi condottieri ha visto sorgere e cadere tante personalità fra i Selvaggi, tutte in nome di una causa che di allontanare o favorire l’influenza demoniaca o angelica che avrebbero voluto coinvolgerli nei problemi del mondo. Alcuni decisero di accettare un’offerta piuttosto che l’altra, generando nelle profonde foreste delle terre perdute scontri orribilmente violenti e paradossalmente silenziosi, divenendo leggendarie come guerre del silenzio. I conflitti in quest’era dureranno a lungo, fintanto che i Principi Elementali (§ il culto della madre) non decisero di scendere attivamente in campo per ristabilire l’ordine. Gli storici indicano un demone maggiore dotato di conoscenze superiori come la causa di queste guerre, assieme ad un angelo straordinariamente simile nell’aspetto.

 

Era dell’equilibrio [La quinta Era]

Dopo un’era di conflitti i Selvaggi godono dell’equilibrio innaturale più di chiunque altro, schierandosi in larga parte con la fazione druidica (§ Il culto della madre) che desidera preservarlo, ritenendolo una buona soluzione ai mali del mondo. Le foreste rigogliose, la staticità del potere e della vita attraggono molti membri di questa razza, ormai stanchi. Pochi partiranno per cercare una via alternativa, al seguito di Nalaheera e Fenice, due dei leader delle confraternite druidiche al fianco di Teshanka, il sommo druido per i più avatar in terra della madre stessa (§ il culto della madre – personaggi famosi)

 

Era delle Meraviglie [La sesta Era]

Se negli anni, nei secoli e nelle ere gli elfi definiti dalle altre etnie “selvaggi” non si sono mai messi in luce, l’era delle meraviglie cambierà tutto. L’inizio è nelle mani di un semplice artigiano che si chiese quale fosse il motivo di tanto astio e paura verso il mondo esterno. Gli elfi della Madre avevano appreso molto dai loro secoli vissuti a contatto della foresta e forse potevano rendere il mondo un posto migliore semplicemente mostrandosi più aperti.

Fu così che iniziarono gli scambi con gli Umani e diverse lotte intestine fra chi invece non desidera che le cose cambino. L’artigiano morì ucciso una notte, e non si ricorda nemmeno il suo nome. Ma la semplicità del messaggio, la voglia di cambiare dopo un’intera era di staticità prevalse e fu esaltata dalla morte dell’anonimo eroe. Sast, una matriarca giovane e intraprendente rimase folgorata dalle idee del giovane che probabilmente avevano preso pieghe del tutto differenti di bocca in bocca. La donna sposò la causa, iniziando a gettare le basi di un nuovo dominio al confine fra pianura e foreste a Sud di Teutonia. Da allora i selvaggi, o Elfi della Madre, ripresero a viaggiare portando nel mondo un’ondata di sapere del tutto sconosciuta.

 


 

Vita Media

I selvaggi hanno perso la longevità propria dei loro cugini, forse a causa dello stile di vite totalmente differenti. Rispetto ad un Essere Umano vivono comunque molto più a lungo, ma non si spingono mai oltre i 600 anni, pur mantenendo un aspetto giovane per tutta la loro esistenza.

Maturità

Gli Elfi della Madre non hanno una maturità prestabilita, i giovani sono resi autonomi nel decidere quando affrontare le prove rituali per divenire adulti. In alcune comunità non vi è nessun controllo sul tasso di mortalità di quelli che spesso sono poco più che fanciulli arroganti, in altre vige una più severa regola su cosa sia opportuno e cosa invece non lo sia per una certa età.

Pelle, Occhi e Capelli comuni

Non vi sono tratti dominanti particolari:, i Selvaggi tendono ad adattarsi all’ambiente in cui sono nati similmente agli umani, variando dal color ebano nelle foreste di carattere tropicale fino al molto chiaro se vissuti in climi più rigidi, punteggiati dalle classiche lentiggini su pelli chiare.

Terre di Residenza

Clan di Elfi della Madre possono essere trovati in qualsiasi foresta sufficientemente grande e profonda da soddisfare il loro antico bisogno di riservatezza, in rari casi si sono spinti ai confini di nazioni civilizzate nel corso delle Ere.

Nomi Comuni

L’eredità Elfica è ancora presente nei nomi, ma i cambiamenti e le ere hanno adattato la pronuncia e lo stile degli stessi alla vita più pratica e veloce dei Selvaggi. E’ dunque comune ritrovare nomi in realtà derivati da antichi nomi Elfici troncati, resi più duri, meno altisonanti, ma più facili da pronunciare. Non è raro che vengano assegnati alcuni attributi legati alla natura per meglio descrivere le attitudini del soggetto. Tarsh (Anticamente Tarsharilnal), Lars, Enj, Vayir, Rij, Avj

Società e Religione

Tutti i Selvaggi sono legati al Culto della Madre, chi per devozione chi per semplice rispetto per gli antichi favori ottenuti. La società è Matriarcale e non vi è alcun governo centrale, ma una serie di Matriarche che detengono il potere decisionale.

Rapporto con gli Elfi

Eravamo veramente così? Io non ricordo… Come sono diversi da noi… ci guardano come nemici, non comprenderanno mai…

Erano come noi un tempo? Se lo sono mai stati quei tempi sono ben lontani, e tranne rare eccezioni non sono differenti dagli orchi…

La Piuma più Ambita

E’ tradizione dei Selvaggi adornarsi con piume di creature diverse; tanto più rara la creatura tanto più prestigiosa sarà la piuma ottenuta con l’arguzia, senza uccidere la bestia né raccoglierne i resti. Molti giovani portano in dono alle future compagne piume di ogni genere per ottenerne i favori e dare prova della propria abilità. Leggenda vuole che il portatore della “Piuma di Fuoco” un giorno guiderà tutto il popolo verso una nuova Era.