Non fidarti degli Umani, dice il vecchio adagio – Non sai mai domani a quale razza di Uomo ti troverai davanti – sarà egli un ladro? Un eroe? Del popolo dei Cannibali o di quello dei saggi? Impossibile a dirsi.
E’ vero, anche noi abbiamo le nostre differenze interne, è innegabile.

Ma con ben poca eccezione riusciresti a confondere un Elfo delle Sabbie da un Grigio, e subito ne sapresti qualcosa della loro storia, con pochissime eccezioni confonderesti un Orco del Nord da uno del Sud…

Ribatterai, che come gli elfi e gli orchi differenti tipi di Uomini hanno differenti pelli, differenti occhi e culture che condividono valori simili…

E io direi ancora, che solo leggendo loro nella mente potresti sapere se il clan degli Uomini del Nord è differente da quello poco più accanto con cui combattono da secoli, in modo così feroce ed effimero da non ricordare nemmeno più quale motivo li spinga avanti.

Non Fraintendermi, non tutti sono dei selvaggi, ma avversari temibili, giovani figli di Rhea che hanno sete di potere e fretta nell’ottenerlo, maledetti da una vita brevissima e benedetti da una velocità soprannaturale, unici nella creazione tutta.

A volte dubito che siano creazione della Madre, come tutti noi, più li studio più mi affascinano e più mi spaventa l’impossibilità di scrivere la parola fine a un vero trattato che li descriva, senza trovare da li a breve una contraddizione palese.

Devo confessarti, ad oggi, che trovandomi davanti a uno di loro, peggio se di un certo potere, vengo bruciato da un misto di invidia e riverenza, interdetto su quale sia l’azione concreta da intraprendere…

Shalan, Magistro di Rhea, Lettere a un Re

 

Gente dalle Mille Menti e dai Mille Volti

Anonimo professionista, Vezia
Anonimo professionista, Vezia

Gli Umani, o “Uomini”, sono la razza dominante su Rhea in quanto estensione e organizzazione di potere politico.

Numericamente inferiori soltanto agli Orchi e ai Goblin, gli Umani hanno fondato nei secoli migliaia di differenti stati, associazioni e partiti politici, alcuni sono anche sopravvissuti fino ai giorni correnti.

Un Umano può vivere al massimo un centinaio d’anni raggiungendo la maturità a 17 anni circa, un battito di ciglia se raffrontato con le lunghissime vite mortali di molte altre razze.

Proprio quello che dovrebbe essere uno svantaggio, però,  li rende invece una delle razze più rapide nel comprendere, nell’imparare e nel crescere di tutta Rhea al punto che il metodo più utilizzato da parte di molti rappresentanti delle razze più longeve per affrontare un potente Umano è solitamente attendere che muoia di vecchiaia.

Gli Umani riescono a fare in poche decine di anni quello che molti Elfi fanno in secoli ma la loro memoria storica è molto debole e non esistono ufficialmente in nessun archivio di nessuno stato degli Uomini documenti che narrino la storia della razza Umana durante quasi tutte le ere Ancestrali.

Di giorni più attuali invece si possiedono innumerevoli testimonianze e racconti, documenti e raccolte su un numero elevatissimo di Umani che in qualche modo hanno contribuito al destino di Rhea, ma proprio per questo numero così elevato e a causa della grandissima diffusione di questa Razza la loro storia si fonde con quella delle terre che hanno attraversato o abitato.

L’ulteriore difficoltà per ogni altra razza risiede nella moltitudine di menti e aspetti che gli esseri Umani presentano, difficilmente inquadrabili in un unica caratteristica comune se non la loro nota mortalità. “Non puoi sapere a qual genere di Umano domani ti troverai di fronte” è un adagio Elfico che ben descrive la difficoltà di descrivere una razza con tali differenze di etica, costumi, usi e pensieri al suo interno.

Caratteristiche Regionali

Ogni regno Umano porta con se alcune caratteristiche regionali, legate al clima e alla cultura del luogo. Sebbene un umano rimanga sempre un umano nonostante il colore dei capelli, degli occhi o della pelle, potrebbe interpretare la realtà in modo molto differente a seconda della sua provenienza.

Non solo, ogni terra dominata dagli esseri umani ha infuso nei suoi abitanti e nelle loro brevi vite usi, costumi, dicerie e superstizioni anche molto differenti fra loro, spesso generando veri e propri conflitti fratricidi e incomprensibili per razze del tutto non abituate a una tale ricchezza di… dettagli

Ere precedenti

Della preistoria degli uomini c’è poco da raccontare, se non della fortuna unica di questa razza nell’aver avuto molti mentori. Una delle capacità meno menzionate oltre alla velocità di apprendimento è proprio questa capacità degli uomini di poter trarre il meglio (e a volte il peggio a seconda dei punti di vista) di ciò che li circonda. Siano una comunità Elfica confinante o una bellicosa tribù orchesca, fino ad antichi Silvantropi che si dice siano in effetti i veri responsabili della prima civilizzazione degli Uomini.

E’ singolare che qualche ardito saggio proponga l’ipotesi che gli uomini siano diretti discendenti delle creature più legate alla madre, come i famosi Treant, rendendo così Ferantropi e Silvantropi non un’ ibridazione fra Uomini e Natura ma, al contrario, un’antica discendenza che attraverso millenni di evoluzione e probabilmente l’interferenza di esseri superiori si è poi trasformata in ciò che oggi viene conosciuto come essere Umano.

Se da un lato sono innumerevoli i motivi per cui innumerevoli creature desidererebbero essere umane, non vi è alcuna prova di queste teorie, in favore di quella più comune (ma di origine umana) che vede gli uomini unici esseri plasmati direttamente da Elhu, il padre degli Dei.

Era Degli Eroi

Mai gli uomini sono stati così in primo piano nella storia di Rhea.

La grande politica delle piccole Pentapoli, i regni del Nord in fermento, il sacrificio di molti per arginare la minaccia dell’Orda D’oro (§ Ere di Rhea – Era degli Eroi) sono solo alcuni degli esempi della grandezza di questo popolo. 

La storia è però impietosa con gli uomini, così effimeri e numerosi da essere difficili da ricordare anche per grandissime imprese, troppo distanti, veloci, per rimanere nelle menti di altre razze a lungo.

Rimangono però famosi il Duca di Calatrava (§Le Pentapoli), una delle pentapoli e il Paladino di Thaesman Vitros della Croce di Fuoco, per l’eroica quanto suicida difesa ad oltranza della città stessa, fino ad allora nido e punto di partenza di moltissimi avventurieri e compagnie mercenarie in cerca di fama o successo con ogni mezzo a disposizione. Molti altri hanno contribuito a questi successi, ma fra chi ha deciso di rimanere nel morbido abbraccio dell’oblio, e chi invece vi è stato gettato, solo i saggi ricordano nomi e fatti con maggiore precisione…

Era dell’Equilibrio

La natura degli uomini in quest’era di Immobilismo, di invidie e rancori fu quanto mai vittima di quella che sembrò una vera e propria maledizione.

Sebbene tutti i popoli reagirono in maniera differente rendendo difficile giudicare migliori e peggiori, gli uomini si resero espressione naturale della fredda e calcolata crudeltà dilagante così  comune durante i giorni dell’ Equilibrio.

Fra i tanti tiranni tristemente famosi, ben lontani dai signori della guerra dell’ Era precedente, è rimasto tristemente famoso il nome di Draco Torwara, detto l’Ammazza-Maghi, un nobile del vecchio continente che sfidò apertamente il potere del concilio degli Otto Anelli.

Fra tutte le razze però, gli umani videro anche il più alto numero di risvegliati, individui che decisero di trovare una soluzione alla maledizione e al silenzio degli Dei che affliggeva Rhea in questo periodo.

Le storie di qui si intrecciano nominando una serie infinita di persone e personaggi, ciò che importa è che Rhea, alla fine, è andata avanti…

Era delle Meraviglie

Ancora una volta gli umani si trovarono al centro dei fatti più importanti di quest’era, cavalcandone nel pieno rispetto della loro indole ogni opportunità fino in fondo.

Come sempre è impossibile descrivere un’ unica anima per questo popolo, dati i mille diversi approcci alle novità, alle tecnologie e alle sfide etiche affrontate anche in maniere diametralmente opposte all’interno degli stessi gruppi di Uomini. Chi esaltato dal progresso, chi atterrito dallo stesso, chi assolutamente indifferente, chi dedito al solo trarne profitto chi invece a garantire il rispetto dei valori ritenuti fondamentali… l’universo degli uomini ha tante sfaccettature quante possono essere le scelte compiute in una, seppur breve, vita.

Ciò che conta però è che anche in quest’ Era la città, il centro nevralgico più importante fu di origine Umana, creato e controllato dagli uomini: Vezia, mai come allora potente e influente, sede e origine di ogni ricerca, viaggio, avventura o commercio conosciuto da Rhea.

Tratti Salienti

Vita Media

Gli esseri umani vivono tra i 60 e i 100 anni ma molto dipende dal luogo e dalla condizione di nascita o dallo stile di vita adottato.

Maturità

Gli uomini vengono considerati maturi già all’età di 17 anni, le donne in alcune culture ancora prima. Anche in questo caso molto dipende dalla regione in cui l’essere umano è nato e cresciuto presentando notevoli differenze a seconda della cultura locale, anche in merito a riti di iniziazione, solitamente comunque conservativi per l’individuo

Pelle, Occhi e Capelli comuni

Gli umani tendono ad adattarsi rispetto al luogo in cui vivono, anche grazie al veloce cambio generazionale. Pelli chiare e occhi chiari nelle terre più fredde, pelli scure in quelle più calde e un mix infinito di varianti  sono del tutto possibili, al punto che le combinazioni più rare rappresentano una caratteristica ricercata ( od ostracizzata) fra le varie culture, come non è raro che fra etnie diverse vi siano tabù nei vari rapporti.

Terre di Residenza
Gli umani sono presenti in tutta Rhea, con concentrazioni maggiori ad occidente attorno al grande impero Raneano e alle Pentapoli. Nonostante questo, gruppi di umani di ogni dimensione si trovano sparsi per tutta la terra conosciuta, anche divisi in micro-gruppi.

Ogni terra (§Nazioni di Rhea) è però solita sviluppare caratteristiche culturali uniche, riconosciute anche dagli altri individui della società: particolari capi di vestiario, modi di dire o atteggiamenti condivisi da un gruppo di Uomini ne identificano l’identità culturale, al punto da risultare, a volte, anche un problema per gruppi di individui che non le condividono…

Nomi Comuni

I nomi degli uomini sono fortemente legati alla tradizione del luogo e alle generazioni precedenti che lo hanno vissuto. Accade poi spesso che vi siano degli incroci fra genti diverse per i più disparati motivi, introducendo via via anche delle novità rispetto ere precedenti.

Rimangono però alcune tradizioni: i nobili prenderanno il cognome della casata, i non nobili si legheranno o al nome del proprio padre (“Figlio di…”) o a una particolare caratteristica del luogo in cui sono nati (Delle Sabbie, Delle Nevi, Di Calatrava). Non è escluso che gli umani diano nomi anche esotici ai propri figli, magari affascinati da una storia o da un membro di una razza diversa di passaggio nella loro città.

Draco, Vitros, Alexander, Jarko, Julienne, Anteo, Davros, Marcello, Aleandro, Jiulia…

Società e Religione

Gli uomini non hanno una religione ufficiale ed è del tutto possibile trovare esseri umani devoti a qualsiasi dio o semi dio anche sconosciuto. Generalmente però, le nazioni civilizzate si affidano a Dei legati all’ Ordine (Thaesman, Moloch – §Dei di Rhea) cacciando attivamente quei culti che sono lontani dal senso comune di “normalità” (Il Silente, Ulthor).

Anche in questo caso però non è affatto scontato: in alcuni paesi Dei ritenuti blasfemi vengono adorati sotto aspetti perfettamente accettabili, o ritenuti giusti dal potere in carica.

Rapporto con altre Razze

Ogni razza ha un rapporto personale con gli umani che varia caso per caso a seconda delle esperienze vissute in passato. Con poche eccezioni la memoria storica delle altre razze è invece solida, e mentre un patto non mantenuto 1000 anni prima può venir facilmente dimenticato da un discendente Umano, una famiglia Elfica o Nanica, solo per fare un esempio, può portare rancore per un tempo indefinito, al punto di generare guerre di cui gli Uomini non comprendono nemmeno il motivo, sentendosi ingiustamente invasi o scacciati.